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domenica 28 maggio 2017

Brutta storia... Ma lieto fine!































Ogni riferimento a fatti realmente avvenuti o a persone realmente esistite è puramente casuale.















Brutta storia
 ma lieto fine!
Angelo Meini 2017



























Pionzo era originario del înşelătorie teren, poco prima dell'adolescenza arrivò in Italia clandestinamente con una “carretta dei mari”. Riuscì ad integrarsi e alla fine degli studi (aveva 25 anni circa), decise di cercare fortuna in Romania; nazione fiorente che all'epoca offriva grandi opportunità lavorative, svariate possibilità e luminose prospettive per un futuro migliore. Pionzo andò in Romania dove conobbe Tarina, era una giovane di buona famiglia, dopo qualche anno a Fraudă (bella città, un vero paradiso che gli ricordava l'infanzia) aprì il Tranziţie, era un piccolo ristorante un pò demodé ma accogliente, in via Castraţi Braettalozza n 23-28 nei pressi del reparto ospedaliero Maternità e Pediatria... Sarebbe come aprire una pizzeria e chiamarla “Vita” nei pressi del cimitero! Il decennio compreso tra il 1990 e il 2000 fu critico, in quegli anni la mia nazione stava affrontando una crisi profonda, la Jugoslavija assisteva alla chiusura quotidiana di innumerevoli imprese e attività, trovare un lavoro era quasi impossibile, così, cercai anch'io una soluzione in Romania. Io non conoscevo la lingua, non sapevo ne leggere ne scrivere, andai alla totale avventura, partii di notte a piedi e compiendo piccole tappe con l'autostop raggiunsi Fraudă in Romania. Dopo alcuni tentativi, un ristoratore mi offrì “l'opportunità” di un colloquio per un posto da lavapiatti. Così conobbi lo chef Pionzo e sua moglie Tarina, che mi assunsero a tempo indeterminato dopo una settimana; per circa due anni lavorai nel loro ristorante, fin quando nel 1997...

Dopo una settimana di malattia (conclusa domenica 30 aprile 1997), rientrai al ristorante (dove lavoravo in veste di lavapiatti) martedì 02 maggio 1997. Premetto, il trattamento che avevo subito (per un anno e dieci mesi) non era umanamente tollerabile, vessazioni, prepotenze, offese, tacite minacce, violenze verbali continue ecc. Lo stipendio stranamente basso per compensare un lasso di tempo lavorativo molto ampio (cominciavo   al mattino  alle  09,30, finivo  alle 15,00; il pomeriggio rientravo al ristorante alle 17,30 e finivo alle 22,30-23,00). Scoprii per puro caso nella mattina di martedì 02 maggio 1997, l'imbroglio perpetrato per quasi due anni dallo chef Pionzo e dall'amministrazione del locale (curata da sua moglie Tarina). Durante la settimana di malattia, avevo autonomamente compiuto il passo di iscrivermi a scuola, l'impiegata tra i documenti chiese una copia del contratto lavorativo, stranamente a me non era mai stata consegnata la copia dovuta! Ripensandoci questo dettaglio mi insospettì con maggior vigore rispetto al passato, rovistando tra i documenti che conservavo religiosamente, travai l'unico foglio che i due banditi (chef e consorte) mi consegnarono per registrarmi all'ufficio del servizio sanitario. Io non sapevo leggere, parlare e scrivere in lingua romena, quando arrivai in contatto la prima volta con Pionzo (il nome è già un programma), verbalmente mi convinse a stipulare un contratto basato sulla fiducia... dicendo se accettavo una paga mensile di 1000 Leu lavorando dalle 09,30 alle 15,00 e dalle 17,30 alle 22,30. Accettai nonostante fossero condizioni estreme (pensando: “...per cominciare!”), venivo da una situazione di disoccupazione che si era protratta quasi cinque anni. Non avevamo parlato di condizioni contrattuali differenti. La mattina dopo, l'eccentrico chef Pionzo con apparente benevola accoglienza e la sua affabile moglie Tarina, mi sottoposero il foglio dell'agognato contratto dilungandosi con inutili e poco veritiere spiegazioni, così, firmai il foglio con soddisfazione e grandi speranze per il futuro. Ma era scritto in lingua romena! Mi fidai sulla parola, dopo tutte le esperienze passate non avrei dovuto, mi dissero 30 giorni...ma quelle erano 30 ore settimanali! Quando ci rechiamo in un posto nuovo, è necessario conoscere ogni normativa o legge che abbia attinenza con gli scopi che dovremmo tentare di raggiungere! Se avessi saputo della frode, se avessi saputo che il salario minimo previsto per legge in questa nazione è di 8,50 Leu l'ora e non di 4,20 Leu, avrei firmato il loro contratto? Mi dissero che mi avrebbero dato una copia nei giorni successivi (ricordo chiaramente che usarono una scusa insulsa), forse la stampante si era guastata. Io non ho mai avuto la mia copia, insistevano dicendo che era solo una formalità! Quella mattina firmai l'accettazione di riduzione in schiavitù, lavorando tutte quelle ore per cinque giorni e il sabato sette ore, non avrei mai potuto frequentare una scuola per imparare la lingua, sul posto di lavoro parlavano la mia lingua, così sarei rimasto vittima fin quando gli avesse fatto comodo. La circostanza casuale che mi concesse di scoprire la truffa, ebbe luogo solo un anno e dieci mesi dopo. Normalmente le attività alla fine di ogni mese, sottopongono un foglio col conteggio delle ore mensili. La sera di domenica 30 aprile 1997  inviai una e-mail all'amministrazione del ristorante, dicendo che probabilmente avevo smarrito la mia copia contrattuale durante un trasloco, così, chiedevo se gentilmente potevano farmene una sostitutiva. Durante la pausa di malattia avevo scoperto che mi pagavano circa 30-31 ore per settimana (a volte anche meno), conoscendoli decisi di inviare la e-mail per creare scompiglio e preoccupazione. Martedì 02 maggio 1997, li trovai cambiati, avevano evidenti segni di stanchezza e 'regnava' un insolito nervosismo, erano pallidi, percepivo che stavano faticando per mantenere un contegno minimamente civile. Nell'arco della mattinata la moglie dello chef (a questo punto potrei definirla : complice di evasione fiscale, sfruttamento e riduzione in schiavitù, con l'aggravante della crudeltà considerando gli atteggiamenti vessatori, intimidatori e offensivi), si scomoda e mi viene a chiamare per firmare tutte le schede orarie dell'anno 1996 e 1997. Erano molte, per questo mi lasciò solo con lo schedario, così, con estrema calma cominciai a firmare nello spazio da lei indicato. Quando arrivai ad agosto e luglio 1996 mi colpí la presenza di ferie godute (ma io non avevo mai fatto ferie)! Così, cominciai a leggere ogni pagina, il totale era sempre lo stesso : 124 ore mensili, ma io ne lavoravo ben 238 di media (spesso anche molte di più). Le volte precedenti, la “deliziosa” signora, apriva rapidamente il raccoglitore, mi indicava frettolosamente dove firmare, dopo lo chiudeva immediatamente e si 'dileguava' tornando nel suo ufficio (forse è più corretto chiamarlo : -laboratorio criminale-). Grazie alla sua distrazione (indotta dalla stanchezza e dal nervosismo), ho avuto tutto il tempo per leggere con ispettiva attenzione tutte le schede. In un attimo ho capito che avevo buttato due anni della mia vita nel cestino dei rifiuti! Con questo contratto avrei potuto frequentare la scuola fin dal primo giorno, poi avrei potuto sicuramente trovare una collocazione lavorativa migliore. In preda alla rabbia più accecante (mal controllata) finii  la mattinata   e lasciai  scorrere  il pomeriggio. La mattina successiva (mercoledì 03 maggio 1997) entrando nel ristorante chiesi ad entrambi gli aguzzini che era necessario e urgente per me avere una copia del contratto lavorativo, notai vistosi segni “d'emaciata” stanchezza psicologica. Un forte stress o trauma nervoso, provoca seppur temporaneamente significative trasformazioni somatiche (ben visibili per chi sappia osservare), erano pallidi, il loro comportamento era quasi rassegnato, non riuscivano a sostenere la tensione psicologica! Lo chef Pionzo il giorno del mio rientro era seriamente provato, dopo una settimana di lavoro intenso (da solo in cucina) e probabilmente cosciente che, il suo comportamento “onesto e corretto” nei miei confronti forse sarebbe stato messo in discussione. Molto probabilmente avevano affinato uno schema per sfruttare la manodopera che ritenevano infallibile, gestivano il ristorante in questo modo da oltre 10 anni, ogni persona che avevano assunto in queste condizioni invivibili, si era dimessa o erano riusciti a metterla in condizioni di doversi dimettere. Orari lavorativi interminabili a ritmi frenetici, la retribuzione simbolica (è già un complimento), la pressione psicologica esercitata dalle pretese (spesso assurde), le vessazioni, le offese e i continui atteggiamenti provocatori inscenati dallo chef durante il lavoro, avevano indotto ogni individuo ad abbandonare il posto! Questi signori non avevano però considerato che di tanto in tanto si verifica una repentina inversione di tendenza, in altre parole si sono trovati di fronte “un osso troppo duro”. Durante le ultime discussioni (violente liti dalle connotazioni preoccupanti), cominciò negli ultimi mesi del 1996 a dirmi di dare le dimissioni, se ciò fosse accaduto la loro attività non avrebbe avuto nessun problema (la truffa sarebbe finita e ne avrebbero potuta attuare un'altra). Mi urlava spesso che io non facevo nulla a giornate, ripeteva che ero troppo lento, inoltre secondo il suo sapiente giudizio io 'giocavo', ma lui giocava realmente con la mia vita! Addirittura più di una volta mi disse che io dovevo farmi un'analisi della coscienza... ma chi truffa in questo modo cosa dovrebbe fare? l'ergastolo? Nonostante dovessi quotidianamente sostenere questo trattamento, svolgevo il mio lavoro nel migliore dei modi, con coscienza, dignità, cura e rispetto per l'ambiente, le macchine e le persone, io ho sempre operato con onesta correttezza! Questa integrità (mantenuta con ostinata costanza), ha svolto il ruolo più importante negli ultimi due mesi trascorsi nel ristorante. La svolta ha avuto luogo giovedì 04 maggio 1997, quando nell'arco della mattinata, lo chef (ormai logorato dal nervosismo) e preoccupato per la serenità abissale che lasciavo trasparire, tenta di indurmi ad avere reazioni con un discorso molto offensivo, durante il suo delirante e strafottente sproloquio, confessa apertamente la premeditazione nella conduzione della frode sia nei miei riguardi, sia nei confronti del sistema fiscale! Io, dopo aver ascoltato gli ho risposto solo due parole: -ho capito!-, pensando subito dopo: -che delinquente sei!-. Faceva uno sforzo olimpico per sostenere il mio sguardo qualche secondo... si vergognava, ormai viveva nell'incubo dell'imbarazzo, io lo guardavo con sguardo inquisitore, ciò lo faceva stare peggio, lo facevo di proposito. Era il ladro che non aveva la forza per sostenere il proprio fardello di miseria... almeno questa soddisfazione me la sono presa! Il giorno seguente (venerdì 05 maggio 1997) mi recai al suo ristorante alle 12,30 e uscii alle 14,00. Il pomeriggio tornai a svolgere le mie mansioni alle 18,00 e finii alle 22,00, ma cambiai tattica, lo fissavo con estrema compassione (le occhiate che normalmente sono rivolte ad un mendicante). Sabato 06 maggio 1997 finalmente giunge la svolta finale, la sera prima mi aveva detto di tornare sabato alle 17,30. Così, quando arrivai al locale mi accolse il cameriere anziano con gelido distacco, per educazione mi affacciai in cucina per i convenevoli di rito, ma il singolare chef Pionzo mi disse di non andare a cambiare abito, voleva dirmi una cosa. Capii immediatamente... fremevo di gioia, faticosamente recitai la mia parte, nella mia testa esplodevano intere botti e cisterne di Champagne... (non bottiglie)! Dopo qualche minuto aggiunse che aveva pensato ad una soluzione, non mi guardava mai negli occhi, mi disse che mi licenziava, ormai non ce la faceva più, era prossimo al crollo o all'esplosione nervosa, io nuotavo in un oceano di Champagne, non vedevo l'ora di uscire per poter sorridere rilassato. Forse credeva che avrei contestato il licenziamento. Io presi la mia busta (d'oro) e gli firmai una copia, silenziosamente ascoltai le sue spiegazioni (anche se ormai pensavo ad altro e mi concentravo per non far trasparire la mia gioia effervescente). Lo chef era furente per l'imbarazzo e il disagio; credo di essere il primo “schiavo” che non si è dimesso, ovviamente nella storia criminale di questo ristorante! Come io non ero preparato ad affrontare questa situazione (non ho mai incontrato persone che avessero caratteristiche criminali di questo tipo), i due malavitosi (moglie e marito) non avevano mai dovuto contrapporsi ad 'uno' come me! Mi disse di prendere la mia roba, io continuai a recitare impassibile la mia parte, mentre sul mio inebriante oceano di felicità scintillavano anche i riflessi di uno tra i più belli spettacoli pirotecnici. Volevo essere solerte, onestamente avevo paura che ci ripensasse. Quando uscii tutto divenne bellissimo, la luce aveva maggior potenza, i colori erano più vivi, mi levai un peso, avrei veramente potuto spiccare il volo... emettevo luce, quando svoltai l'angolo sorrisi libero, fu realmente felicità! Ho imparato una cosa importante, può sembrare un concetto stupido ma non è così: -in battaglia o in guerra non è primario sapere quale 'mossa' farà il nemico, non è utile conoscere chi ci fronteggia! L'elemento essenziale che sancisce una vittoria o un danno accettabile, consiste nel capire con estrema pazienza, quando il nemico crede di conoscerci, solo a quel punto può essere colpito nelle sue debolezze e nei suoi difetti, fino ad annientarlo. Era avido, orgoglioso, presuntuoso e narcisista (anche un pò malato di mente)... tutto ciò ha determinato il minor danno per me, non lo capirà mai! Quotidianamente, avevano un sorriso fisso da circostanza che esprimeva totale falsità, era una smorfia beota di facciata, mentre il buonismo mascherava i loro ignobili imbrogli! Fortunatamente ci ripensò il giorno dopo... ma ero preparato, non sono mai tornato indietro in ogni vicenda che abbia affrontato, credeva di conoscermi, forse si sbagliava! Personalmente sono stato fortunato ben tre volte! Domenica 07 maggio 1997 alle 15 circa ci ripensò, con un banale pretesto mi parlò al telefono ben 45 minuti, sinceramente non ascoltai (facevo altre cose), finì la telefonata con una domanda: -...vuoi tornare?-. Io non potei rispondere ciò che pensavo, mi limitai a dire: -...è andata così, non cambiamo il corso della storia!-. Ho avuto fortuna che la storia con sua figlia non ha funzionato, immagino che inferno poteva essere spartire la mia vita con una mentalità del genere, in seguito, la figlia di due delinquenti recidivi di tal calibro non la voglio, oltre a non essere un gran fiore l'hanno educata, potrebbe non essere molto diversa da loro! Riesco fortunatamente a raggiungere la fortuita tappa di un licenziamento, che mi permette di fuggire (gravemente ferito ma vivo) dall'inferno e il criminal-creativo chef Pionzo mi domanda (con candore infantile) se voglio tornare in condizioni di schiavitù... dovrebbe vergognarsi, dovrebbe pensare, ma personaggi come questi hanno coscienza e moralità? Domenica 07 maggio 1997 effettua una seconda telefonata (alle 17 circa), con la scusa di volermi consigliare e aiutare con la scuola, insiste più volte dicendomi di prendere i vestiti e tornare a lavorare, voleva cancellare il licenziamento, era l'ultimo giorno utile, lunedì sarei andato a registrare l'atto all'ufficio. Io non sarei mai tornato a lavorare nel suo ristorante, nemmeno con una pistola appoggiata alla tempia! Continuò a ripetere che voleva darmi una seconda possibilità, un folle che non aveva capito, un pazzo accecato dall'orgoglio, forse io avrei dovuto dargli la seconda possibilità... assolutamente impossibile! Per me è stato un colpo di fortuna irripetibile, ci ha ripensato quando era troppo tardi, è come guarire dalla peste... capita una sola volta nella vita! Lunedì mattina mi registrai presso gli uffici preposti, non sarà facile ma ora sono una persona libera!






Angelo Meini 2017



Ogni riferimento a fatti realmente avvenuti o a persone realmente esistite è puramente casuale.

sabato 9 luglio 2016

Assenteismo quotidiano!

Assenteismo quotidiano!

Uno tra i fenomeni di 'tendenza' del bel paese è l'assenteismo, consiste nell'allontanarsi dallo svolgimento delle proprie mansioni senza motivazioni valide, in altre parole, il lavoro è un contratto che deve essere adempiuto, se ciò non si verifica... il contratto si annulla!
Considerando gli effetti che la crisi economica ha prodotto negli ultimi quindici anni circa, e il fatto che non siano presenti concrete prospettive di possibili soluzioni (accettabili), continuano a far notizia le amare cronache di quotidiano assenteismo!
 L'inarginabile disastro economico continua a far chiudere industrie, ditte e attività a ritmo serrato ogni giorno, ciò incrementa problemi finanziari collettivi, oltre ad aggravare i disagi sociali che spesso si trasformano in drammi personali e familiari.
 Ormai, migliaia di persone non trovano lavoro, i giovani e meno giovani vivono l'esperienza della disoccupazione, quest'inedia forzata logora la psiche e devia i comportamenti; per questo i soggetti più coraggiosi sono costretti a cercare soluzioni occupazionali in altre nazioni, affrontando tutti i disagi dell'emigrazione. Per lasciare -definitivamente- la propria terra, i propri affetti e le proprie abitudini ci vuole coraggio... è comprensibile anche la scelta di non voler abbandonare tutto per “l'avventura”.
 Per questo, le domande naturali che scaturiscono dagli altri innumerevoli casi sono queste:
...ma questi signori, non sanno che sono fortunati ad avere un lavoro? ...ma queste persone non guardano il telegiornale? ...non leggono i quotidiani?
 Così, frequentemente il notiziario rende pubblica la notizia (non più molto nuova...), molti individui vanno sul posto di lavoro, timbrano il cartellino per abbandonarlo subito dopo e andare a fare qualcosa di strettamente personale, non si vergognano? non hanno paura? non pensano alle conseguenze istituzionali o alla rappresaglia dell'opinione pubblica?
 Ebbene, non c'è motivo di temere, il problema non sussiste dove l'impunità induce il miglior stato etico-morale, e garantisce la serenità coscienziosa più idonea per trascorrere una giornata di buon -non lavoro-!

Allora auguro a tutti coloro che compiono questa sana e lungimirante scelta...un buon 'non lavoro'!

articolo redatto da
Angelo Meini
09\07\2016



domenica 5 aprile 2015

Prova d'artista


Prova d'artista


Ogni riferimento a fatti realmente avvenuti o a persone realmente esistite è puramente casuale.

Racconto breve senza morale

Il ritratto dell'artista
(Prova d'artista?)

Potrei realmente non essere un'artista, ma ho voluto stilare un ritratto della mia pregevole personalità artistica e del mio prezioso estro... Forse l'artista è ogni individuo che sguazza felicemente nella mediocrità imposta dai propri inaccettabili limiti? Ho detto ad un amico che forse non apprezzavo niente di ciò che faceva solo perché lo conoscevo personalmente; per la splendida metrica della mia superficialità, non ha importanza se un'opera d'arte, un'esposizione o una mostra fotografica fanno 'schifo', il fattore realmente importante è che l'autore abbia fama o notorietà, nella peggiore delle ipotesi è sufficiente che 'Io' abbia stima per l'autore sconosciuto. Paradossalmente, come molti prodotti di marca, fin troppo spesso sono orrendi. Quindi l'artista esprime tutta la mediocrità di un popolo e della sua straordinaria cultura? E' molto probabile! Ma Io che sono un grande artista insegno nelle scuole... Forse sono un'artista, anche se la 'gente' dice che sono poco colto Io ritengo di non aver bisogno di leggere, effettivamente non leggo o leggo molto poco e in modo frammentario; probabilmente se fossi più consapevole della realtà e meno presuntuoso non avrei bisogno di proteggermi dietro la boria o la presunzione, sicuramente non ostenterei una “saccenza” inconsistente (a volte anche imbarazzante). Ad un amico ho domandato se sapeva cosa voleva dire la parola -cacofonia-, mai feci più figura meschina … era stato un musicista! Spesso parlo di cose che non conosco come se le potessi insegnare, ad esempio letteratura, musica ecc.ecc; mi sono permesso di affermare che un professore ha più titoli in termini d'autorità ad un dottore... la mia semplicità doveva pensare che “professore” può essere chiunque abbia un diploma (anche professionale) e per insegnare è sufficiente l'abilitazione “all'insegnamento”, la laurea universitaria comporta ben altro impegno col suo prestigioso traguardo. Io forse sono un'artista e mi posso permettere di dire e fare qualunque cosa, posso anche offendere la dignità umana... Ho trattato un amico come fosse completamente stupido, lo trattavo come un giullare, però non avevo capito che si comportava con la crudeltà del pagliaccio, aveva molta memoria e mi studiava come una cavia da laboratorio, non lo conoscevo abbastanza... Non sembrava restasse male quando sminuivo e screditavo ogni cosa che faceva; non sapevo che non fosse stupido, non restava male (e mi lasciava esprimere), perché aveva capito che con questi atteggiamenti esternavo le mie frustrazioni e i miei insuccessi, dolorosi e inaccettabili. Sapete, abitavo in una casa isolata in piena campagna, ebbi anche il garbo di accusarlo (più di una volta) con insinuazioni chiarissime e talvolta offensive parole esplicite, che fosse la causa o di aver indotto o addirittura di essere il fautore dei furti che avvenivano nella mia casa durante i periodi d'assenza... Non sapevo che avesse ben altre potenzialità, anche se non l'ho capito nemmeno dopo; l'ho marchiato con l'infamia, non me l'ha mai perdonata... Trovò lavoro lontano e lo persi di vista per sempre...

Signore e Signori,
Fortunatamente non è Angelo Meini quest'artista!
Angelo Meini non è mai stato, non è attualmente e mai sarà -un'artista-!


Angelo Meini rispetta la dignità umana!



Ogni riferimento a fatti realmente avvenuti o a persone realmente esistite è puramente casuale.

lunedì 16 marzo 2015

Degrado!



(...non è difficile dire cosa si pensa, basta farlo!)

Un patrimonio nazionale inestimabile:

il Degrado!!!

...non ho bella memoria di questo posto, non ho ricordi accettabili nemmeno delle persone, comunque, conservo con estrema cura i dettagli di ogni bruttura, anche se sono fetidi cumuli!!!

...io sono cresciuto in un posto piacevole, in quell'ameno dozzinale contesto, i miei coetanei mi promettevano continuamente che mi avrebbero fratturato le dita e le braccia dicendo: -così dopo, non puoi più suonare il violino-!
Questo è solo un esempio che espone al lettore i livelli disastrosi di degrado sociale, educativo, culturale e morale, che caratterizzavano e contraddistinguono tutt'oggi, gli splendenti paesetti e gli stupendi paesucoli di questa meravigliosa nazione!
I figli, oggi come allora l'educazione la imparavano e la imparano nella propria casa!!!
Attualmente, incontrando questi “nuovi adulti” con le loro sviluppate mentalità (vivono di viscidi espedienti), gli ricordo una delle tante affettuose frasi che mi ripetevano, con reazioni stizzite e con voce irritata mi rispondono dicendo che loro erano tra gli individui che non la dicevano!
...io ho vissuto in un incantevole luogo infestato dalla criminalità, in questo delizioso paesucolo sono stati dati in affidamento i figli dei peggiori criminali, erano adottati da alcune famiglie agiate senza figli (purtroppo spesso erano persone anziane e inadeguate)!
Ricordo distintamente che “trapelava” tra le chiacchiere delle vanesie maestre e della “gente”, il racconto di quando li portavano in visita ai genitori incarcerati (avevano capi d'imputazione non trascurabili); così, le buone e caritatevoli istituzioni di questa strepitosa e lungimirante nazione, impestarono con la criminalità anche località relativamente sane, questi 'innocenti figli' crescendo hanno ricreato situazioni delinquenziali analoghe o peggiori a quelle delle proprie origini familiari!

Monito a tutte le teste di cazzo del mondo, in grado (spero) di capire poche parole ma essenziali.
Vivendo in questo “ambientino” ho imparato la diffidenza, ho imparato a tutelarmi anche dai così detti '''amici'''. Ho fatto la scelta giusta a non elargire mai grande confidenza alle persone; tuttavia, ho imparato (fin da ragazzino) a registrare video e audio interessanti, ho imparato a scattare foto accattivanti.
Ogni persona ha avuto o ha simpatie e antipatie...personalmente ci sono pochi individui che ho sempre reputato -Pessimi individui-; nonostante le apparenze non mi sono mai piaciuti, sono pochi ma esistono; così, essendo persona di buona memoria, paziente ma estremamente lungimirante e vendicativa, mi sono dovuto tutelare!

articolo redatto da Angelo Meini
15 marzo 2015

sabato 7 marzo 2015

Smargiasserie!


...non è difficile dire cosa si pensa, basta farlo!


Smargiasserie!

Un'amabile sfaccettatura che distingue la mentalità tipica di questa nazione mediterranea, è la strafottenza presuntuosa di chi crede di conoscerti. Una tra le manifestazioni dell'italianità più ricorrenti e facilmente riconoscibili (anche dall'antipatia degli atteggiamenti o dalla repellenza empatica), sembra esprimere questo concetto: -...ti rovino l'esistenza o ti odio per sempre se non la pensi come me!-. Nei paesetti di provincia è molto più facile notarla, forse perché il rapporto sociale quotidiano è molto ricorrente (per usare una formula discorsiva è quasi “...gomito a gomito”). Frequentemente compare un'anomala cultura dell'odio, è avvertibile raramente solo in presenza di alcune persone particolari (fortunatamente); comunque, ricorda distintamente che l'educazione all'odio impartita da molte famiglie alla prole (osservata in rarissimi casi quando eravamo ragazzini, senza capire la ragione di tali atteggiamenti...), aveva e ha origini prevalentemente politiche e ideologiche, nonostante siano motivazioni antiquate... attualmente la politica ha platealmente fallito!!! Soggettivamente, ho notato due categorie di persone più rancorose-odiose e mal-disponenti che hanno la tendenza a protrarre quest'educazione distruttiva! La prima “selezione” di persone ha i riccioli, il fisico esile ed è bassa di statura, la seconda è costituita spesso da individui eccessivamente timidi! È un dato di fatto, gli individui che rivestono le posizioni più inutili, insignificanti e marginali (ad ogni livello sociale ed anche educativo), sono più presuntuosi e smargiassi...è un modo difensivo istintivo che serve a tutelare l'autostima, cela la propria torbida presenza tra gli impulsi dell'autoconservazione...qualcuno provi il contrario! Per esempio, ricordate il periodo scolastico? ...in genere la professoressa di lettere era una persona eccezionale, mentre, in opposizione l'insegnante di disegno o musica era intrattabile e scostante, se non addirittura di crudeltà inaudita!!! La mia professoressa di -Ornato- si chiamava 'Celeste', ma di sereno e candido aveva ben poco; forse era la frustrazione, la delusione, la tangibile percezione di mediocrità, la limitazione repressiva auto-imposta (per adattarsi al contesto sociale) che la trasformavano in una persona repellente, antipatica e inavvicinabile...ma forse non era cattiva!

Articolo redatto da Angelo Meini
07 marzo 2015
 

domenica 1 marzo 2015

Eccellenti Espedienti


Eccellenze!!!
(-eccellenti espedienti-)
Un piacevole aspetto dell'italianità, indifferentemente dall'estrazione sociale è il frequente ricorso a vivere di squallidi espedienti. L'italiano medio e medio-basso, la prima cosa che dice è: -...ti denuncio!- Questo conciliante approccio denota il grado di decadimento o mancato sviluppo che contraddistingue questo popolo e la sua arida identità nel mondo, proprio come un'impronta digitale. Addirittura, le rispettabili istituzioni e i suoi nobili rappresentanti, se né servono in qualità di mezzo repressivo... un anziano è stato denunciato dai magnifici rappresentanti dello stato, dopo aver preso lo stipendio dalle insostenibili tasse imposte ad una popolazione ormai asfittica, così, si permettono anche la grettezza della prepotenza, nonostante il colore cianotico.. sono altre banconote brutalmente strappate, sottilmente sottratte o educatamente borseggiate per limitare la libertà di espressione! Chiunque non si attenga alle regole imposte dal trasparente regime (che agisce come la scabbia, in modo subdolo-socialmente sottocutaneo) controllando con ferocia totalitarista il malato sistema economico, politico e burocratico, in brevissimo tempo vedrà cambiare la propria vita in peggio! Tutti denunciano tutti! È come se un popolo primitivo avesse scoperto l'uso delle mutande... ovviamente deve capire cosa sono, come sono fatte, a cosa servono e come si lavano; se non c'è nessuno che spiega le cose, pian piano, tentativo dopo tentativo impareremo ad usarle in modo abbastanza corretto...forse, dopo impareremo anche che gli stivali sono utili nel fango! Prima di ogni altra parola è importante ricordare che il territorio era suddiviso in ducati, granducati, principati, piccoli regni e repubbliche, quindi, è indubbiamente una giovane nazione (26 febbraio 1861 unificazione nazionale). Così, dopo il famigerato ventennio fascista ascrivibile al periodo storico compreso tra il 29 ottobre 1922 e il 25 luglio 1943 (che comunque, può essere considerato un periodo di pausa allo sviluppo nazionale generale), quest'amabile realtà nazionale non è riuscita ad assumere una vera e propria identità storica e culturale! A distanza di 75 anni dal secondo conflitto mondiale è possibile affermare che questa nazione non sia mai nata, o per usare un paragone idoneo alle circostanze...è nata in pessime condizioni igienico-sanitarie ed è morta immediatamente. È stato un fallimento disastroso simile alla pretesa di unificare le nazioni europee nel 2002... già dopo il 1950 alcuni illustri statisti (emeriti incoscienti e scellerati), erano teorizzatori sognatori poco lungimiranti...“idearono e teorizzarono” l'unione europea... (attualmente siamo nel terribile anno 2015) e mi piacerebbe che gli riducessero Giustamente le pensioni! È un dato di fatto innegabile: 1) ...nelle condizioni sociali più degradate o particolarmente 'ottenebrate' da situazioni di indigenza. 2)...nei momenti storici più critici e convulsi (ad esempio la crisi economica mondiale che stiamo “sopportando”. La meravigliosa italianità si manifesta in tutto il suo splendore, qui si rivelano imbroglioni, furbacchioni, evasori fiscali (di varia levatura), malavitosi e criminali (di svariato calibro), che denunciano, contro-denunciano, minacciano, ricattano, ecc.ecc. Dato l'esempio 'carnevalesco' di una classe politica e dirigenziale che si azzuffa con la foga famelica di un branco d'animali da cortile... la popolazione ha imparato bene! Al grido tribale e libertino: -...mutande per tutti!-, il comune cittadino ha intasato il sistema burocratico rivendicando le proprie presunte e confusionarie nuove cognizioni di libertà... Il termine o la formula: -...ti denuncio!-, si è inflazionata, addirittura gli ubriachi al bar si minacciano continuamente...proprio come succede nella disciplinata e morigerata realtà politica che ha dato questo ineccepibile esempio di civiltà progredita pronta ad affrontare il futuro. Proprio come molti altri esempi edificanti, per esempio “appropriazione indebita”...mi sembra che possa essere equivalente a “Furto”? ...forse “Ladrocinio”?, il comune cittadino sorpreso a rubare da mangiare finisce nel tritello giudiziario di una stupenda nazione forte con i deboli e vergognosamente debole con i forti...quindi oltre alle condizioni di indigenza, le progredite e civilissime istituzioni nazionali gli creano altri problemi che spesso non può né affrontare -né arginare...che bellezza la civiltà evoluta e le sue eccellenze...ora va di moda usare questa parola, ma serve solo a giustificare il fallimento e “salvare” la faccia a c..o di chi usa tale termine! Capricciosa popolazione incerottata e piagnoccolante, continua a sopravvivere di banali e squallidi escamotage... rubano tutti? Rubo anch'io!, denunciano tutti? Denuncio anch'io! ...speriamo bene, tanto domani ci pensa o lo fa qualcun'altro!

...è la seconda volta che dico ciò che penso!

Articolo redatto da 
Angelo Meini 
29 febbraio 2015

sabato 28 febbraio 2015

Splendidi profili...



Splendidi Profili

Vacuità artistica!!!

...approfitto per salutare Uga e Blatta.

La superficialità che contraddistingue piccole e grandi realtà sociali che affollano questa “meravigliosa” nazione (partendo dal 'paesucolo' per giungere alle grandi città), è una sciatta e svogliata presunzione che serve a mascherare artisticamente l'indolenza inconfondibile che cela inedia, incertezze e deficienze. Nonostante questo profilo abbia o possa assumere connotazioni quasi folcloristiche, è una peculiarità estremamente fastidiosa (oltre ad essere una tra le principali cause del degrado sociale e della regressione culturale avvenuta)! È una particolarità che lascia trasparire e riemergere antichi retaggi e ataviche convinzioni, che manifestano il loro potere negativo con la forza di dogmi, ideologie o credenze!!! È un'incongruenza fin troppo evidente in un bel-paese “democratico e pluralista” come questo... affollato, anzi, sovraffollato (al sud in particolare) dalle così dette: “eccellenze”... specialmente nell'istruzione, nel complesso emisfero sanitario e nell'articolato ambito della giustizia! Così, “la gente” crede di conoscerti, ritiene saccentemente (dopo accurata valutazione artistica...) di sapere chi sei, dando per scontato che non ci sia altro da sapere, perché, oltre alla convinzione personale... probabilmente ha stabilito, che non vale neanche la pena continuare a perdere tempo per conoscere meglio una realtà umana col suo bagaglio di esperienze (più o meno interessanti). Questo è un popolo che non si impegna in una eventuale critica costruttiva, si limita a tentare di competere e tenta di distruggere ciò che hanno fatto gli altri (perché è un'idea, una capacità o un'intuizione che non ha avuto prima, nello squallido contesto unicamente concorrenziale...ditemi se questa non è superficialità)! Questo è un popolo che giunge a giudizi o valutazioni sommarie, realmente superficiali e offensive, addirittura, con affermazioni categoriche, denigratorie e frequentemente infamanti, riflette sugli altri (forse a scopo terapeutico) imbarazzanti deficienze, gravi inefficienze e i propri ingombranti difetti che personalmente non riesce ad accettare quali evidenti sfumature del proprio repellente carattere, della propria approssimativa cultura, della propria scostante personalità e della propria nauseabonda mentalità! Questo è un popolo che si vanta di non aver mai letto un libro nella sua vita ma insegna nelle scuole alle generazioni future! Questo è un popolo che non si vergogna di leggere in modo frammentario, con i difetti e le incertezze di una persona straniera... intanto insegna nelle scuole!

Un saluto affettuoso a Uga e Blatta... augurando a tutti le migliori soluzioni di vita!

Una tra le poche volte che dico ciò che penso in modo così chiaro!

C'è un modo discorsivo per sminuire un articolo come questo dalle persone che potrebbero sentirsi “tirate” in causa, è abbastanza volgare ma realistico, recita queste parole: -...guarda, ha vomitato un fiume di veleno!-.

Risposta:
-...se qualcuno dovesse riconoscersi in queste frasi mi dispiace...ma questa è solo realtà, non è superficiale colorata illusione artistica!

Articolo redatto da
Angelo Meini
20 febbraio 2015

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